lunedì 19 febbraio 2018

Sellia Marina (CZ), Canino (Azione Identitaria): "Grave il silenzio del.sindaco sui casi di tubercolosi".

Grave ed inquietante il silenzio del Sindaco Francesco Mauro (PD) di Sellia Marina (CZ) sui casi di tubercolosi riscontrati presso uno dei due centri di accoglienza della cittadina catanzarese, un silenzio che desta ancora piu’ scalpore della notizia stessa tenuta insabbiata anche da tutti gli organi di stampa calabresi.
Pare, infatti, che lo scorso venerdi (16 febbraio) si sia dovuto ricorrere al ricovero urgente con TSO per uno degli ospiti del centro che, recidivo, ha già infettato altre due persone ma, di tutto questo, nulla è trapelato (o almeno cosi’ sperava la giunta PD di Sellia M.) da parte degli organi preposti ed è per questo che noi di Azione Identitaria Calabria chiediamo al sindaco di agire e rilasciare dichiarazioni veritiere sul caso richiamandolo al rispetto ed alla tutela della salute dei cittadini che rappresenta poiché sarebbe non solo vergognoso l’atteggiamento omertoso da lui assunto ma deprecabile e degno di condanna ove il rischio TBC dovesse rivelarsi fondato.
Maurizio Canino
AZIONE IDENTITARIA CALABRIA



venerdì 16 febbraio 2018

Calabria, ripartizione fondo sanitario, Colombo (Azione Identitaria): "Ancora ripartizione con criteri sbagliati".

Riguardo alla notizia della ripartizione del fondo sanitario nazionale, dove viene annunciato per la Calabria un aumento di 24 milioni in più rispetto allo scorso anno e per una somma complessiva di 3 Mld e mezzo di euro su di un totale di 113 mld da spalmare a livello nazionale, non viene raccontata tutta una verità che insiste sulla nostra regione da anni e che è causa anche di un debito sanitario che ci costringe ormai da otto anni a sottostare ad un odioso Piano di Rientro ed una fase di commissariamento del settore.
La ripartizione del Fondo sanitario regionale, infatti, continua ad essere attuata con criteri scellerati che non tengono conto dei reali bisogni del territorio, dell’effettivo numero degli ammalati e della sempre maggiore percentuale di emigrazione sanitaria, bensì viene fatta in base al numero degli abitanti delle regioni e con tale criterio la Calabria ha perso negli anni fiumi di denaro.
Fin dal 1999 la Calabria con questi calcoli e ripartizioni di fondo sanitario ha avuto circa 130 milioni all’anno in meno per un totale di circa 2,4 Mld, il che ha seriamente compromesso quel diritto fondamentale alla salute dei calabresi in quanto la Regione non ha neanche garantito i Livelli Essenziali di assistenza, figurando tra le regioni con maggiori inadempienze sanitarie.
La verità che non viene detta è che lo Stato non ha mai corrisposto negli ultimi vent’anni ormai gli oltre due miliardi di euro che la Calabria ha speso per i suoi malati cronici ed il disavanzo, che era di 2,2 Mld di euro, è stato coperto con 900 milioni circa di mutuo trentennale e 1,1 mld con fondi Fas, mentre i restanti 200 milioni non sono mai stati coperti come si è voluto far credere con la riorganizzazione operata con DPGR 18/2010 che, al contrario ha ridotto il numero di ospedali, depotenziato i reparti e diminuito i servizi, bensi il disavanzo è sceso per i pensionamenti del personale sanitario non più rimpiazzato (come primari, medici ed infermieri) ed il disavanzo, che nel 2014 era di 30 milioni secondo il Ministro Lorenzin, oggi sfiora i 99 milioni di euro.
Noi di Azione Identitaria negli ultimi due anni a tal proposito abbiamo potuto toccare con mano le difficoltà degli ospedali calabresi specialmente di quelli che, in base alla riorganizzazione sanitaria operata nel 2010 dopo la soppressione delle vecchie Asl, ha diviso i nosocomi in Hub e Spoke e tutte le carenze organiche pesano sulle spalle di questi ultimi  con bacini d’utenza rilevanti, come per esempio Lamezia Terme e Locri.
Al delegato alla sanità regionale Franco Pacenza consiglio di esternare queste verità ai cittadini, cioè di tutto un apparato di settore che ha l’origine dei propri mali in un sistema di emissione di moneta debito che obbliga le regioni a contrarre e rincorrere debiti nella sanità e non solo, in cui la politica regionale ha ormai abdicato ad assumersi le responsabilità in questo settore ed anche quando, lo stesso governatore Oliverio, avrebbe potuto riscrivere un nuovo Piano di Rientro e porre fine al commissariamento, ha preferito non prendersi questa sorta di “patata bollente” anche se all’esterno ha fatto e continua a fare finta di polemizzare con Scura che rappresenta la politica di Roma e del maggiore partito di governo (ilPd).
Fin quando le regole del gioco saranno queste la Calabria non avrà mai una giusta quota di ripartizione del fondo sanitario e continuerà a ricevere poco più che briciole rispetto ai suoi reali bisogni ed alle cure che servono ai cittadini, gli ospedali continueranno ad essere ridimensionati  con il rischio che nel futuro prossimo la politica cominci a guardare sempre più insistentemente alla privatizzazione quando invece questo settore, ultimo baluardo sociale rimasto in piedi seppur tra mille difficoltà ,dovrebbe tornare ad essere sotto il controllo diretto dello Stato e quindi nazionalizzato.

Igor Colombo
Coordinatore regionale

AZIONE IDENTITARIA CALABRIA

mercoledì 14 febbraio 2018

Lamezia Terme, finanziamenti Fondi Agenda Urbana - Colombo (Azione Identitaria): "Situazione paradossale e resa della città!"

Quello dell’affiancamento del comune di Catanzaro a quello di Lamezia Terme nella gestione dei Fondi europei dell’Agenda urbana decisa dal commissario straordinario Alecci, ed accettato di buon grado dal sindaco di Catanzaro Sergio Abramo, rappresenta una volontà già vecchia di quasi vent’anni di quest’ultimo.
Ricordo infatti che, all’epoca della giunta Scaramuzzino, i due comuni firmarono un altro protocollo d’intesa riguardante la creazione di un’area metropolitana attraverso quelli che erano i Prusst, programmi di riqualificazione urbana, un progetto fallimentare che si arenò quasi subito e che non ebbe di conseguenza alcun effetto positivo per la città di Lamezia Terme rimasta al palo, mentre per il capoluogo qualche effetto benefico si vide.
La notizia di affidare una gestione di 18 milioni di euro alla città di Catanzaro è normale che venga accolta con scetticismo dalla città della piana, soprattutto ricordando appunto esperienze del passato come quella dal sottoscritto ricordata dove si persero importanti finanziamenti che coincisero proprio con la fase commissariale di Lamezia Terme anche all’epoca e che costò alla nostra città ritardi per gli interventi sul territorio non più colmati.
La sola scusa che Catanzaro è avanti in questo ambito non può certamente essere sufficiente e necessita di una spiegazione supplementare che il commissario Alecci dovrà per forza di cose rendere pubblica alla cittadinanza .
Lungi da sterili ed idioti rigurgiti campanilistici in una visione nazionalista e di amore delle città e dei nostri territori che noi di Azione Identitaria abbiamo, ma sarebbe importante sottolineare come già fondi importanti siano andati alla città di Catanzaro, come per esempio i 20 milioni di fondi attraverso la convenzione firmata lo scorso mese di gennaio proprio tra il sindaco Abramo e la Regione Calabria, per la costruzione del porto nella città capoluogo, mentre per la città di Lamezia quella della costruzione del porto è rimasta lettera morta.
 In una fase come questa di continue emergenze sul territorio lametino, come appunto quello relativo al settore rifiuti, al servizio idrico ed a quello sanitario, con un ospedale baricentrico praticamente depotenziato e dove tutte le risorse sono state spostate proprio su Catanzaro, come intende muoversi il sindaco Abramo?
Tutti interrogativi leciti che devono trovare una immediata risposta anche perché noi di Azione Identitaria non ci fidiamo delle istituzioni politiche che governano i nostri territori, che permettono poi, come nel settore idrico che un’azienda come Sorical possa trattare l’acqua come sua proprietà, con condotte idriche obsolete in città gestite dalla stessa, quali interventi in questo senso dunque vorrà adottare il comune di Catanzaro per la città di Lamezia visto e considerato che in questo protocollo d’intesa anche questo è contemplato?
E’ chiaramente una situazione paradossale e che sa di resa agli occhi dei cittadini lametini, anche se di questi settori, come quello idrico appunto e dei rifiuti, a Lamezia non c’è stato negli ultimi vent’anni un solo sindaco che abbia avuto il coraggio di staccarsi da certe logiche di sudditanza politica con l’intero sistema ed avviare una fase rivoluzionaria, che diversamente da quella annunciata trionfalmente dal sindaco di Catanzaro Abramo nel corso di una seduta congiunta del consiglio comunale di Catanzaro con Lamezia Terme ai tempi della giunta Speranza, potesse prevedere situazione di vantaggio per le comunità e ricadute economiche importanti sul territorio.
Catanzaro e Lamezia Terme hanno diritto a svilupparsi in sinergia certamente e senza alcuna contrapposizione campanilistica ma ognuna con le proprie gambe e con la propria sovranità politica e sociale che attualmente purtroppo è fortemente conculcata, specie per Lamezia Terme, da logiche politiche e burocratiche che ragionano in termini di capoluogo di provincia, vedi sanità, e dove molti settori e infrastrutture sono state spostate proprio su Catanzaro in rispetto a questa prassi, in cui Lamezia Terme paga lo scotto di non essere stata mai elevata a capoluogo di provincia ed oggi ancora di più subisce l’ennesimo smacco di non poter gestire suoi finanziamenti che dovrebbero essere suoi.

Igor Colombo
Coordinatore Regionale

AZIONE IDENTITARIA CALABRIA

martedì 13 febbraio 2018

Crotone - Emergenza idrica: il sindaco denunci SoRiCal. Azione Identitaria invita i cittadini a fare esposto in Procura.

Nella guerra economica dell'acqua che Sorical sta portando avanti in numerose città della Calabria, non ultima Crotone appunto, lasciata senza servizio nelle case e senza alcun preavviso da cinque giorni ormai.
Vorrei ricordare di come, meno di un anno fa, il giudice fallimentare Emanuele Agostini, nell'ambito del procedimento che ha portato al fallimento la Soakro, società che gestiva il servizio idrico in città, stabilì che i 35 milioni di credito vantati dalla stessa Sorical non erano esigibili. 

Il giudice accolse la richiesta ritenendo fondate le richieste della stessa Soakro la quale contestava a Sorical il presunto credito per via di perdite alla condotta, allacci abusivi e fatturazione non a norma, come riconosciuto da altri Tribunali a danno della stessa Sorical. 
Quello che in questi giorni sta subendo la popolazione crotonese lasciata senza acqua anche per intere giornate non potendo pertanto contare sull'erogazione minima del servizio giornaliero, è una grave violazione della legge, che non solo va contro l'esito referendario del 2011 che ha stabilito che l'acqua è un bene pubblico non mercificabile, ma anche contro le normative sanitarie legate ai rischi connessi dalla riduzione-interruzione del servizio idrico e senza previo avviso ai cittadini. 


Il sindaco di Crotone denunci immediatamente Sorical per estorsione e per violazione dei principi universali riconosciuti anche dalle risoluzioni Onu, che stabiliscono che l'acqua è un bene primario ed essenziale, diritto inviolabile e non può essere comprato e venduto da nessuno. 


Invito i cittadini crotonesi a presentare esposti in Procura contro questo sopruso, ricordando che proprio la Procura di Catanzaro sta attenzionando la Sarical ed ha già indagato 4 dirigenti della stessa, l'interruzione del servizio idrico è violazione di legge e di diritto.
Chi vorrà apporre la firma per presentare esposto puo’ contattarci tramite la pagina ufficiale di Azione Identitaria Calabria su facebook.


Paola Turtoro
Portavoce regionale
Azione Identitaria Calabria

lunedì 12 febbraio 2018

SPAZIO CULTURA a cura di Igor Colombo - Edificazione Tempio di Giove Feretrio VIII sec. A.C.: l'origine dello Ius.




La prima processione trionfale (l'Ovatio) avveniva qui e partiva dal Sacello di Strenia fino al Campidoglio, era il culto civico di Roma, il culto di Giove, il culto trionfale.

L'Antica quercia sacra che faceva da sfondo, dove Romolo appese le armi dello sconfitto Acrone, il signore dei Ceninensi che si ribellò in quanto non voleva la città, non voleva lo Stato non voleva il Re e per questo fu ucciso.

Davanti alle spoglie di Acrone Romolo costruì il Templum, la formazione rettangolare e la capanna dove dentro vi mise l'ascia,"lapis silex", il Giove Pietra, lo strumento su cui si giurava, dove i patti dovevano essere osservati e rispettati, pacta sunt servanda.

Era il "Ius iurandum" l'origine dello Ius ,del diritto, dell'inizio dello Stato e dei principi giuridici. Il Re uccideva con l'ascia una scrofa e la sacrificava dicendo che chi non avrebbe osservato i patti avrebbe fatto la stessa fine, giuramento sacro.

Cosi come le Mura erano sante ed inviolabili e Remo, compiendo il gesto di oltrepassarle fu ucciso, perchè era vietato da sempre a Roma compiere sacrilegi ed il Re infliggeva la pena.



lunedì 5 febbraio 2018

Azione Identitaria invita al tesseramento 2018.

Parte anche in Calabria la campagna di tesseramento 2018 di Azione Identitaria.
Azione Identitaria è un movimento patriottico di azione militante e lotta culturale a tutela dell’Identità italica, regionale ed europea.
Azione Identitaria agisce sull’intero territorio nazionale, proteggendo e promuovendo ogni aspetto della nostra Identità, cultura, lingua e tradizione, educando all’amor di patria, al di là di ogni ideologia politico-economica, settaria o faziosa.
Il nostro impegno per la comunità si manifesta nelle attività di volontariato a difesa dell’ambiente naturale, della memoria storica e nella denuncia di ogni scempio, ingiustizia e bruttura che le nostre terre stanno subendo ad opera degli iniqui, degli omertosi, dei parassiti, contro la sostituzione dei popoli e la difesa della loro identità, per la sovranità monetaria, alimentare e Nazionale, e di contrasto alla malapolitica, alla corruzione ed alla criminalità organizzata.
#BruciaildivanoPassaallazione



Chi vuole aderire puo’ contattarci tramite i siti ufficiali :
e le nostre pagine facebook:

Paola Turtoro
Portavoce regionale
AZIONE IDENTITARIA CALABRIA





domenica 4 febbraio 2018

Spazio cultura di Igor Colombo - Il ratto delle sabine.


Roma era da poco stata fondata ed avrebbe dovuto negli anni successivi conoscere espansione territoriale e soprattutto demografica per fortificarsi nel tempo fino ad arrivare la splendida e maestosa potenza che tutto il mondo conoscerà. 

Nei primi anni tutto ciò avvenne, ed anche rapidamente, però ad un certo punto arrivò meno l’apporto al popolo delle donne, che cominciavano a scarseggiare, arrivando a garantire la supremazia e potenza romana per una sola generazione. Questa situazione era molto preoccupante ed il suo Re,Romolo, decise allora di intervenire concretamente cercando alleanze con le popolazioni limitrofe per avere da quelle genti le donne con cui procreare e far crescere la città. 

Tali popolazioni, ed in particolare i sabini, che vivevano nella regione compresa tra l’alto Tevere, fiume Nera e l’appennino marchigiano, rifiutarono l’offerta dei romani e negarono loro questo favore. 
Romolo allora decise di ottenere cio' che voleva con l’inganno: organizzò alcuni spettacoli, dei giochi chiamati Consualia dedicati al Dio Conso, ed invitò i sabini a tale eventi. 

Nel bel mezzo dei festeggiamenti scattò il ratto delle donne sabine, un rapimento da parte dei romani fulmineo e che non diede tempo e modo di reazioni ai padri delle fanciulle, e si racconta anche che la più bella di queste donne fu rapita dal gruppo di un certo Talasio verso cui tutti rivolgevano la domanda di dove stesse portando tale incantata donna e questi rispondevano urlando: “la portiamo da Talasio”, e da questo episodio deriva il relativo grido nunziale. 

I padri sabini giurarono vendetta nei confronti dei romani e dopo qualche tempo organizzarono l’attacco a Roma, si avvalsero della collaborazione della figlia del comandante romano Spurio Tarpeo, la bella Tarpea che fu corrotta dall’oro sabino e per la sua voglia di possedere i braccialetti che i sabini portavano al braccio sinistro, le armille d’oro, aprì le porte della città alle truppe sabine guidate da Tito Tazio. 
Questa battaglia tra romani e sabini fu combattuta sul lago che poi venne ribattezzato Lago Curzio in onore del sabino Mezio Curzio.

Lo scontro fu durissimo ed i romani, guidati da Ostio Ostilio, ripiegarono.
Lo stesso comandante romano perse la vita, mentre Romolo fu ferito al capo dal lancio di una pietra. 
I sabini stavano avendo la meglio ed erano riusciti a raggiungere le pendici del Palatino e Romolo a quel punto invocò l’aiuto divino di Giove promettendogli, in caso di vittoria, la costruzione di un Tempio. 
In quel momento le donne dei sabini ormai divenute moglie dei romani, tra di esse anche la bella Esilia,moglie del re Romolo, non potendo tollerare la vista di tutto quel sangue che ormai a loro apparteneva da ambo le parti, si posero di mezzo ai due schieramenti ed implorarono la fine delle ostilità.
Romani e sabini si pacificarono e finalmente si unirono e si fusero in un solo popolo.
I romani presero il nome di Quriti in onore di Cures, città del sabito Tito Tazio, e cosi cominciò lo splendore e la potenza della più bella città che sta a capo del mondo: ROMA.