domenica 13 maggio 2018

Turtoro (Azione Identitaria): "Chiediamo l’immediata rimozione della società Kpmg, coinvolta nell'inchiesta Salus"


Relativamente all’operazione “Salus”, avviata dalla Procura di Reggio Calabria, la quale attraverso il lavoro investigativo della Guardia di Finanza ha scoperto che l’Asp della provincia reggina ha pagato due volte le fatture per le prestazioni sanitarie ad una nota clinica privata del posto, Villa Aurora, per un importo complessivo di quasi sei milioni di euro, è emerso, a chiusura delle indagini, anche il coinvolgimento del referente della Kpmg, società advisor incaricata dal governo nel 2009 di rendicontare il debito sanitario per il quale poi è scattato il commissariamento del settore in Calabria.

Un fatto, riteniamo questo, molto grave dal momento che soldi pubblici sono finiti nelle casse di privati con oculate operazioni di truffa e raggiro, il tutto sotto gli occhi di chi dal governo è stato chiamato a vigilare e rendere conto delle situazioni economiche relative al comparto sanitario calabrese, attraversato oggi dall’ennesimo scandalo.

Ricordo che la società Kpmg costa ai calabresi oltre quattro milioni di euro l’anno e non sappiamo a questo punto davvero per cosa, un lavoro che le viene affidato attraverso la struttura commissariale con proroga di anno in anno che lo stesso attuale commissario Scura ha rinnovato nonostante il bando per l’affidamento di questa attività a nuova società sia stato pubblicato già alla fine del 2016 ma che, a quanto pare, ad oggi non è stata perfezionata ed ultimata l’aggiudicazione.

Non è da oggi che noi di Azione Identitaria riteniamo non affidabile e credibile l’attività di questa multinazionale che dalla nostra regione drena lauti compensi gravanti tutti sulle spalle dei cittadini e, dal momento che il commissario Scura in Calabria sembra non aver avuto dubbi circa l’affidamento e la proroga a Kpmg, riteniamo anche lui responsabile morale di questa situazione di sperpero di denaro pubblico che va ad aumentare l’emergenza sanitaria regionale in un circolo vizioso raccapricciante fatto di corruzione, truffe e negligenze.

Chiediamo l’immediata rimozione della società Kpmg ritenendo il lavoro svolto dalla stessa fallimentare e deleterio per la Calabria, dal momento che al posto di rendicontare i debiti pregressi li ha aumentati favorendo situazioni come quella dell’Asp di Reggio Calabria, dove ci auguriamo la magistratura ora possa fare piena chiarezza, ma nell’attesa che ciò avvenga, è d’obbligo pretendere l’allontanamento della Kpmg dalla Calabria, il cui sistema di controllo e modo di agire sono stati ritenuti, da governo e struttura commissariale, intoccabili.

Paola Turtoro
Portavoce regionale
AZIONE IDENTITARIA CALABRIA



venerdì 4 maggio 2018

Lamezia, chiusura impianti sportivi e teatro. Spatara (Azione Identitaria): "La responsabilità è di chi ha amministrato nell'ultimo decennio.".


Ci hanno abituati a vivere e ragionare (coi limiti che comporta l’attuale clima di decadenza) per paradossi e ad assistere a teatrini altrettanto grotteschi e sconnessi che non hanno altro fine se non quello di inaridire ulteriormente una realtà già abbastanza sterile di positività e la città di Lamezia Terme non si sottrae a questa triste tendenza.

Da qualche mese a Lamezia si è insediata la terna commissariale a causa dello scioglimento per infiltrazione mafiosa (il terzo in 30 anni) dell’ultima amministrazione e che, come regola vuole, dopo aver preso visione ha messo mano a sistemare e ripristinare la legalità in città relativamente agli atti di competenza comunale. Questo ha fatto emergere non poche irregolarità che continuano a creare disagi ai lametini che si son ritrovati a fare i conti con la triste realtà di impianti sportivi e teatro comunale “chiusi” poiché inagibili o non conformi alle norme di sicurezza, se non addirittura per “anomalie scritturali catastali”.

Senza nulla togliere al sacrosanto diritto di ogni cittadino di poter usufruire di servizi sportivi e di interesse culturale ma riteniamo che sarebbe piu’ dignitoso, per ogni lametino, chiedere la testa e la pubblicazione dei nomi dei responsabili di tutto questa mortificante situazione e, piuttosto che identificare nei commissari prefettizi i nemici della città minacciando denunce verso chi cerca di riportare la legalità in città, incidere sul marmo “nero” i nomi di chi ha autorizzato procedure inficiate da “annullabilità” e ricordarsene alla prossima tornata elettorale.

Lo stesso consiglio ci sentiamo di offrirlo al segretario Cuda del PD che, pur di non fare e pretendere un mea culpa riguardo alla mancata approvazione del PSC a Lamezia, preferisce lanciare invettive contro i prefetti. Vorremmo infatti sottolineare che proprio l’approvazione del PSC (a prescindere dalla condivisibilità dei progetti contenuti) è stata perennemente rimandata per negligenza (ed incapacità) soprattutto della passata amministrazione targata “Speranza” (quindi di sinistra, quindi vicina al PD) e che, quindi, la responsabilità effettiva del mancato sviluppo della città (priva da anni del PSC, per inciso) pesa su chi ha governato nell’ultima decade (e quindi molto meno su Mascaro).
Noi non invitiamo i commissari prefettizi a soprassedere per il bene della città e delle attività al momento sospese ma di approfondire per ridarci una città “pulita” da clientelismi ed atti (e fatti) pregni di illegalità o inconformità alle leggi.

La nostra solidarietà va alle varie associazioni sportive e culturali, vere vittime insieme ai lametini, di questo modus operandi alla carlona e ci auguriamo tempi brevi per il lavoro dei commissari affinchè Lamezia possa risorridere anche attraverso lo sport, che rimane un collante sociale pulito.

 Preferiamo, dunque, invitare i cittadini al sacrificio per un fine nobile e non alla protesta sterile che assapora di ignoranza ed esaltazione delle anomalie formali perché adesso abbiamo la possibilità (per la terza volta, purtroppo) di ripartire da una base di legalità e non possiamo rigiocarcela per ritrovarci al governo della città i soliti “noti” che continuano a violentarla in nome di personalismi ed affarismi che nulla hanno a che vedere col benessere comune.

Bruno Spatara
Reggente regionale
AZIONE IDENTITARIA CALABRIA


Spazio cultura di Igor Colombo - CHIESA DEL CRISTO RISORTO: OMAGGIO ALLA MASSONERIA.


Tra le chiese di nuova costruzione nessuna viene più dedicata al sacrificio di Cristo sulla Croce e, pertanto, le ultime che sono consacrate al Santissimo Crocifisso risalgono a tempi remoti o comunque di sicuro prima del Concilio Vaticano II.
Molte chiese nate dall'alba del terzo millennio in avanti sono dedicate al Cristo risorto e questo è un altro segno che un cattolico dovrebbe saper cogliere.
La religione cattolica si fonda sulla Croce e sul sacrificio di Gesù che si immolò per prendere su di se i peccati del mondo, sulla sua Volontà di obbedire al Padre e di offrirci la redenzione.
La resurrezione non è altro che la conseguenza di un atto non della sua Volontà bensì dovuto alla sua natura divina. Tutti quelli che non credono alla divinità di Cristo si esaltano però per la figura del Cristo risorto, come mai?
La risposta a questo ce la da Alice Bailey, sacerdotessa del New Age e fondatrice nel 1921 del Lucifer Trust. accesa nemica dunque della Chiesa Cattolica, la quale delineò il piano di creazione della Nuova religione Universale con le parole "Cristo risorto" ed affermò che quella doveva essere il segno distintivo della nuova religione.
Per capire a menadito cosa intendono questi nemici della Chiesa con Cristo risorto è ben presto spiegato: Gesù è il Maestro, ma per loro il maestro massone diviene tale al 15° grado della massoneria, risorgendo cioè dalla condizione di uomo nel quale si manifesta la realtà definitiva dell'essere uomo, che in se stesso è simultaneamente Dio.
Il massone in pratica dal suo stato precedente risorge diventando maestro e Uomo-Dio, liberandosi pertanto da ogni autorità divina perchè lui stesso è diventato Dio. Non il Dio dunque che si è fatto uomo e che è morto in Croce e che risorge perchè è Dio, ma colui al quale  si manifesta Dio, in Gesù risorto, che per loro è solo il simbolo del maestro massone.
Con l'espressione Cristo risorto costoro non celebrano la divinità di Gesù, ma la massonica auto-divinizzazione dell'uomo, quello che viene chiamato il "Culto dell'Uomo", propedeutico nei loro rito al culto di Lucifero.
Uno dei compiti principali della massoneria è quella di cancellare il Sacrificio di Cristo sulla Croce, toglierlo dalla Messa cattolica che, dopo la restaurazione di Paolo VI che ne ha soppresso formule e preghiere, è divenuta solo una celebrazione dell'Ultima Cena senza contemplare più calvario e sacrificio di Gesù.


Igor Colombo


lunedì 23 aprile 2018

Bruno Spatara: "Alfie Evans, vittima innocente di un mondo consacrato al male".

Alfie Evans, vittima innocente di un mondo consacrato al male.

La morte vince sulla vita.
E’ un fatto naturale ineluttabile, un processo imprescindibile che contraddistingue ogni essere vivente ma se la morte vince per mano dell’uomo vuol dire che l’uomo ha perso la sua natura umana.


La società moderna promuove la “politica della morte” ed annienta la naturale forza di sopravvivenza sostituendosi a “madre natura” in nome della deplorevole tendenza al risparmio economico.
Ci raccontano ancora la favoletta delle selezioni “naziste” mentre staccano “democraticamente” la spina di un bimbo ammalato, abolendo, nel nome della democrazia, la patria potestà e calpestando i naturali sentimenti genitoriali.
Dall’evoluta Inghilterra arrivano condanne contro gli atti terroristici islamici ma si impone a due giovani genitori di assistere alla morte del piccolo figlio per mano di “professionisti della morte” che rispondono al diktat delle leggi anglosassoni che, da sempre, si discostano dalle leggi divine, e la decisione assume carattere ancora piu’ esecrabile se avallata dalla Conferenza Episcopale Inglese che ha addirittura ignorato l’appello del Vaticano.
Se questo è il progresso etico e scientifico noi lo rigettiamo.


Bruno Spatara 
Reggente regionale
Azione Identitaria Calabria




sabato 21 aprile 2018

Spazio cultura di Igor Colombo: "Roma condita".



21 aprile 753 A.C. ROMA CONDITA
Attraverso le epigrafi conosciamo il calendario di Roma, che poi è il nostro, e quello originario era composto di dieci mesi e terminava col mese di dicembre ed è legato al numero dieci,  infatti gennaio e febbraio furono aggiunti successivamente, prima l'anno cominciava a marzo con la primavera e la fioritura.
Alla data 21 aprile il calendario dice "ROMA CONDITA", cioè Roma fondata come Regnum. 
Il 21 aprile era una antica festa rivolta ad una divinità pastorale del Palatino,  Pales. e la festa si chiamava Parilia (da parere =  partorire), era il giorno in cui partorivano le capre, quindi momento di grande gioia e si mangiava l'abbacchio.
IL 21 aprile era il capodanno dei pastori che viene scelto per fondare la città anche se è sempre meglio non affezionarci troppo a questa data del 753 A.C, in quanto molti storici antichi hanno parlato di diverse date, ma sempre tutte incentrate intorno alla metà dell'8 sec A.C.
Mentre la coscienza mitica per suo adottato ed intrinseco stilema afferma che Roma sia nata dal nulla, la realtà storica ed ancora di più quella archeologa asserisce in maniera giusta che prima di Roma su quei territori vi erano dei villaggi dei primi popoli latini e dopo questi sorge un grande centro proto-urbano di cui Varrone ci dice il nome: Septimontium
Questo ci può far dire tranquillamente che la città Eterna di Roma è nata un secolo prima come insediamento moderno, che ha già allontanato i morti costruendo cimiteri e già si distingue dalla campagna.
Si è sempre pensato erroneamente che siano i stati i greci i primi a costruire i centri urbani ma in realtà già etruschi e latini avevano la vocazione alla città.
In tutti i miti e la storia la fortuna e l'impresa viene sempre compiuta dal secondogenito ed anche se Romolo e Remo sono gemelli, la primogenitura è toccata a Remo, Romolo ha visto la luce qualche attimo dopo. Entrambi abbandonati nel Tevere furono allattati da una Lupa ed una volta adulti, dopo aver rimesso sul trono di Alba Longa il loro nonno Numitore, scacciato dal fratello Amulio che aveva a sua volta costretto l'unica figlia del legittimo Re, Rea Silvia, a divenire vestale e quindi a non avere figli. 
Ma di Rea Silva il mito ci racconta che viene messa incinta dal Dio Marte e dà alla luce i due gemelli, Romolo e Remo, che decisero di fondare una loro città dopo aver liberato Alba Longa  dal malvagio Amulio.
Romolo primo Re, costruisce, dopo gli auspici favorevoli degli Dei, la città sul Palatino (invece  sua fratello Remo avrebbe preferito sull'Aventino).
La prima impresa di Romolo fu la benedizione del Palatino del 21 aprile, la Roma quadrata, subito dopo l'istituzione del Foro e del Campidoglio, centro sacrale e politico della città, ed infine la terza impresa: l'ordinamento del tempo, dello spazio e degli uomini, la Costitutio Romuli.
Romolo scaglia una lancia di corniolo verso il Palatino che, conficcata nel terreno, si trasforma in un albero, dunque un ulteriore augurio e presagio positivo da parte degli Dei nei confronti di Romolo.
Lo stesso Romolo farà arrivare da Veio i sacerdoti etruschi in suo aiuto i quali gli consegneranno il manuale costituzionale: i libri rituali.
Romolo traccia quindi il solco, costruisce le porte e consacra i confini, che verranno varcati in armi da Remo che, per questo motivo, fu ucciso dal fratello. 
ROMA CAPUT MUNDI ,AUGURI ROMA.

Igor Colombo


giovedì 19 aprile 2018

Crotone, vicenda dr. Brisinda. Turtoro (Azione Identitaria) chiede le dimissioni del dg. Arena.


Sanità e politica: un connubio che fa bene solo a chi non ha bisogno di curarsi.
La vergognosa vicenda che ha coinvolto il Dr. Giuseppe Brisinda, primario del reparto di chirurgia dell’Ospedale di Crotone, non ha ancora trovato soluzione nonostante il reintegro del professionista da parte del Giudice del Lavoro.

Adesso si attende la reintegrazione da parte del direttore generale dr. Sergio Arena che, a quanto pare, preferisce tenersi stretta la “prestigiosa” poltrona (nonostante i conti in rosso) piuttosto che pensare e preoccuparsi della necessità e di far tornare operativo un illustre chirurgo come il dr Brisinda che, in pochissimo tempo, ha dato lustro al nosocomio e, principalmente, un sospiro di sollievo agli ammalati che hanno avuto la possibilità di operarsi e curarsi “a casa” senza affrontare costosissimi viaggi della “speranza”.

Da tempo conosciamo le logiche politiche e, ahinoi, partitiche che guidano il sistema sanitario crotonese divenuto cambiale elettorale a discapito degli utenti che si trovano costretti a rivolgersi altrove perché nell’Ospedale di Crotone i professionisti seri e preparati vengono boicottati favorendo le “tessere di partito”.

Tale mia considerazione nasce dalla consapevolezza e dalle numerosissime testimonianze raccolte sulla validità ed il valore del primario di chirurgia che, ad oggi, nonostante una sentenza che invalida il sistema accusatorio partito dall’interno e sottoscritto dal direttore Arena, non puo’ offrire il suo servizio alla comunità crotonese.

La domanda è: cui prodest?

Considerando che resterà senza risposta, chiedo le dimissioni del dr Arena per incapacità gestionale e valutativa, nonché per la sua non conoscenza del territorio e delle necessità richieste dall’utenza.

E’ ora che la sanità torni ad essere al servizio del cittadino e non in mano a burocrati che hanno abiurato al giuramento ippocratico prediligendo ruoli politico/dirigenziali avulsi dalla realtà e che fanno solo l’interesse dei partiti d’appartenenza ignorando le sofferenze anche economiche di chi è costretto a ricorrere alla migrazione sanitaria, se ne ha la possibilità, o, peggio ancora, a rinunciare alle cure (e ci sono rapporti e tabelle che attestano la Calabria al terzo posto del libro nero sanitario).

Paola Turtoro
Portavoce regionale
AZIONE IDENTITARIA CALABRIA


mercoledì 18 aprile 2018

Calabria, emergenza cinghiali - Spatara (Azione Identitaria) chiede al governatore Oliverio di aggiornare "Piano Faunistico e Venatorio regionale".


Da oltre un anno agricoltori ed abitanti di numerosi centri dell’entroterra catanzarese e vibonese sono costretti a stare in allerta a causa del “pascolo selvaggio” dei cinghiali che, oramai, non disdegnano i centri abitati.
Nonostante le ripetute richieste di intervento mosse da comitati e Coldiretti la regione Calabria è rimasta impassibile e nessun provvedimento è stato adottato per arginare questa che è ormai diventata un’emergenza vera e propria e che mette a rischio l’incolumità dei residenti e sta mettendo in ginocchio l’agricoltura che continua ad annoverare ingenti danni dovuti alla devastazione dei campi al passaggio dei cinghiali.
Sottovalutato finora il problema da parte di tutte le istituzioni ci chiediamo che cosa aspetti il governatore Mario Oliverio ad aggiornare e mettere in atto i provvedimenti del “Piano faunistico e venatorio regionale” a tutela sia dell’incolumità degli abitanti dei troppi centri coinvolti, sia delle biodiversità, pericolosamente compromesse, e sia della salvaguardia dell’economia agricola che rischia un ulteriore collasso poiché si paventa la chiusura di ben 50 aziende.
Recentemente arrivano slogan propagandistici, da parte dell’ente regione, di milioni di euro da destinare proprio all’agricoltura ma questo marcato disinteresse verso una calamità che colpisce la regione rende poco credibili sia gli slogan che i promessi incentivi economici.
Il nostro augurio è che non si aspetti il “morto” nel senso fisico, visto che di morti economici se ne contano già parecchi e, purtroppo, cullandosi ancora nel non-intervento, il numero è destinato a crescere ed il governatore Oliverio ne è il responsabile.

Bruno Spatara
Reggente regionale
AZIONE IDENTITARIA CALABRIA