giovedì 21 settembre 2017

Crotone - Presidio con volantinaggio di Azione Identitaria contro "hotspot".

Una rappresentanza di Azione Identitaria Calabria sarà in piazza a Crotone sabato 23 settembre, con un presidio con volantinaggio, per informare i cittadini sui rischi che comporta l’apertura di un “hotspot” di identificazione migranti.

La campagna di sensibilizzazione nasce dall’esigenza di mettere a conoscenza i tanti cittadini che ancora ignorano la questione e le ricadute che tale decisione avrà su tutto il territorio crotonese.

Verrà spiegato che cosa è un “hotspot” in teoria e come, invece, si è sempre concretizzato nella realtà, facendo riferimento soprattutto a quello di Lampedusa che ha trasformato l’isola in una vera bomba sociale ad orologeria e che, finalmente, col nuovo sindaco sta trovando la sua ufficialità denunciandone i disagi ed i rischi per la sicurezza di tutti i lampedusani.

La stessa amministrazione Pugliese, per voce del vicesindaco Cosentino, aveva inizialmente rigettato l’ipotesi di un centro di identificazione sul porto di Crotone e poi invece ha rilanciato in maniera subdola annunciandone la prossima apertura, adducendo a giustifica mielosi ed insensati quanto inutili discorsi atti a calmare gli animi di chi, consapevole dei rischi, si è opposto a questa scellerata decisione sin dal primo momento.

L’importanza di informare i cittadini e di tutelare la nostra città ci vedrà, al momento, presenti in piazza della Resistenza la mattina di sabato 23 settembre dalle ore 10 alle ore 12 per gettare le basi di una seria opposizione insieme a chi è per il “NO HOTSPOT A CROTONE”.

PAOLA TURTORO
Portavoce regionale

AZIONE IDENTITARIA CALABRIA

mercoledì 20 settembre 2017

Spazio Cultura di Igor Colombo - Settembre 480 A.C., l'astuzia di Temistocle salvò il mondo greco a Salamina contro Serse.



Dopo la sconfitta nella battaglia di Maratona del 490 A.C. il re dell’impero persiano Dario meditava vendetta contro i greci però mori’ nel 486 mentre cercava di reprimere una rivolta in Egitto, sul trono persiano salì suo figlio Serse che organizzò la spedizione in Grecia. 

Serse era molto deciso nella sua vendetta e, si dice, che ad ogni pasto un suo servo gli pronunciava tale frase: “Sire non dimenticatevi degli ateniesi”.

Forte dell’esperienza negativa e drammatica di Maratona questa volta il gran re persiano mise su un esercito ancora più numeroso da far sbarcare in Grecia, affiancato da una potente flotta, circa 1000 navi. 
L’Invasione avvenne a Nord con un ponte di barche costruito sull’Ellesponto e all’arrivo al passo delle Termopili dove, per tre giorni, 8 mila opliti greci resistettero contro 100 mila soldati persiani prima del tradimento di Efialte e dell’aggiramento delle difese greche dal sentiero Anopea, luogo dell’eroica resistenza dei trecento soldati spartani di Leonida che coprirono la ritirata alla restante parte dell’esercito greco. 

Tutto questo mentre l’altro grande eroe di queste battaglie, l’ateniese Temistocle, con la sua ridotta flotta teneva bloccato il passaggio alle navi persiane a Capo Artemisio impedendo a queste di oltrepassare lo stretto e giungere cosi alle spalle del contingente greco. 
Temistocle abbandonò la difesa di Capo Artemisio dopo la fine della resistenza degli uomini di Leonida ed a quel punto i greci dovettero pensare a come fermare l’imponente avanzata persiana che si stava dirigendo verso sud e si apprestava ad invadere e distruggere l’Attica e quindi Atene. 
I greci si diressero all’oracolo di Delfi per sentirne la profezia attraverso la Pizia il cui vaticinio parlò di una difesa della città dentro le mura di legno. 
La maggior parte degli ateniesi interpretarono quelle parole come un invito a rifugiarsi dentro le mura della città mentre il solo Temistocle invece parlò di difesa dentro le navi e quindi gran parte della popolazione abbandonò la città.

Temistocle fu un grande personaggio politico e si deve a lui ed alla sua astuzia la salvezza del mondo greco e di tutta una civiltà che ci appartiene. 
Dopo Maratona, infatti, i greci erano convinti della loro forza e soprattutto non credevano, a differenza di Temistocle, che i persiani sarebbero ritornati ad invadere la Grecia. 
Invece Temistocle affermava ed avvisava autorità politiche e popolo del pericolo ancora più serio che Atene e tutta la Grecia stavano attraversando e voleva per questo un potenziamento della flotta. 
Ovviamente gli ateniesi non avevano alcuna voglia di investire denaro per una guerra che nessuno credeva potesse scoppiare, ma l’occasione arrivò nel 483 A.C. quando fu scoperto un nuovo filone d’argento nelle miniere del Laurio, dove furono estratti in un solo anno oltre tre tonnellate del prezioso metallo.

Temistocle voleva che quel denaro fosse investito nella costruzione di una nuova flotta per difendersi dai persiani ma gli ateniesi furono contrari a tutto ciò e desideravano tenere per sè il guadagno e la rendita di quella scoperta di nuovo argento. 
Temistocle allora per convincere gli ateniesi ricorse ad una bugia: disse che Egina, rivale di Atene, stava organizzando azioni di pirateria contro la flotta commerciale ateniese e che tutto ciò rappresentava un serio pericolo. 
Dinanzi a questa notizia, gli ateniesi concessero autorizzazione e denaro a Temistocle per costruire una nuova e potente flotta. 
Si arriva dunque al momento in cui, dopo le Termopili, i persiani invadono l’Attica e compiono ogni atto sacrilego sul suolo greco, mentre le solite e storiche divergenze tra i greci la facevano da padrone.

Mentre la flotta greca era ancorata a Salamina, i peloponnesiaci volevano rinforzare le difese dell’istmo di Corinto mentre Temistocle sosteneva che se si fosse affrontata insisteva la flotta persiana in mare aperto la Grecia avrebbe sicuramente perso in quanto in netta inferiorità numerica ed era del parere che le navi non dovevano spostarsi dallo stretto di Salamina.
Il piano di Temistocle era quello di riuscire a portare a fronteggiarsi le due flotte in un spazio di mare ristretto in maniera tale da impedire ai persiani di poter sfruttare tutto il loro potenziale in mare ed il loro imponente numero. 
Ad un certo punto, mentre era in corso il dibattito delle autorità greche sulla strategia da seguire, Temistocle si spostò un attimo ed inviò il suo attendente , Sicinno nel campo dei persiani fingendosi un traditore e dando a Serse la falsa notizia che tra i Greci vi era scompiglio e che la Flotta era su Salamina pronta alla fuga. 
Il re persiano, non aspettando altro che di ricevere una simile notizia, ordinò quindi alla sua flotta di dirigersi su Salamina per affondare le navi greche e lo stesso re per gustarsi questo successo si fece erigere un trono alle falde del monte Egaleo, proprio difronte lo stretto di Salamina.
L’acqua non era l’elemento naturale e favorevole per i persiani ed inoltre le stesse autorità religiose persiane consideravano l’acqua salata opera del demonio, all’arrivo a Salamina i persiani non trovarono una flotta in ritirata, bensì schierata e pronta a combattere.

Fu l’elemento sorpresa a farla da padrone: una squadra navale ateniese da sinistra ed un’altra spartana da destra attaccarono i fianchi di quella persiana, mentre nella confusione ormai creatasi una terza squadra greca attaccò al centro.
Fu un’autentica carneficina, Serse dal monte Egaleo sentiva l’urlo di sofferenza e di morte dei suoi uomini insieme ai pezzi di legno delle navi che venivano distrutte ed affondate.
Temistocle aveva vinto, aveva vinto la sua astuzia contro la poderosa flotta persiana. 
Serse sconvolto si ritirò e lasciò una parte di esercito al comando di suo genero Mardonio che l’anno successivo fu sconfitto definitivamente a Platea.



Igor Colombo

mercoledì 13 settembre 2017

Crotone, Tricarico (Azione Identitaria) chiede attuazione ordinanza "anti-accattonaggio".

E’ da tempo ormai che, a causa dell’ingente numero di immigrati, il fenomeno dell’accattonaggio è diventato un vero e proprio problema e sintomo di degrado che affligge quasi tutte le città italiane e Crotone non è esclusa da questa triste quanto, a volte, fastidiosa realtà.

Molti sono i sindaci che si sono preoccupati di adottare misure atte a contrastare tale fenomeno ed anche l’allora (agosto 2016) neo eletto sindaco di Crotone, Pugliese, si premurò di annunciare l’adozione di un provvedimento anti-accattonaggio (consultabile sul sito del Comune di Crotone sotto la voce “Sicurezza partecipata”, http://www.comune.crotone.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/6600 ).

Nell’ordinanza si legge: “L'ordinanza prevede il divieto su tutto il territorio comunale di fenomeni e situazioni che costituiscano intralcio alla pubblica viabilità o che alterino il decoro urbano, in particolare quelle di abusivismo commerciale e di illecita occupazione di suolo pubblico.
Comportamenti come la prostituzione su strada o l'accattonaggio molesto, anche per le modalità con cui si manifestano”.

Che fine ha fatto il provvedimento?

Come mai, a distanza di un anno, non è stato messo in atto e si continua ad assistere a fastidiose scene di accattonaggio molesto nelle aree preposte a parcheggio?
Infatti tutti i parcheggi sono presenziati da abusivi che chiedono, spesso anche insistentemente, l’obolo che va ad aggiungersi al costo del parchimetro.

A chi fa comodo questo?

Perché continuano ad insistere gli abusivi (parcheggiatori e venditori) non italiani e vengono perseguitati i crotonesi? Forse la legalità proclamata è a compartimento stagno?
Noi si Azione Identitaria chiediamo che venga messa in atto l’ordinanza, della quale non si ha traccia nell’albo pretorio comunale se non come nota stampa, e che vengano adottate tutte le misure di ordine pubblico a contrasto di queste indecorose e fastidiose “abitudini”.

Caterina Tricarico
AZIONE IDENTITARIA CALABRIA


venerdì 8 settembre 2017

Calabria, Gratteri sul "modello Riace" si avvale della facoltà di non rispondere. Azione Identitaria: "cosa ne pensano Oliverio e la sinistra radical chic?".

Interessante intervista è stata quella rilasciata dal dr.Gratteri, in occasione della manifestazione “Stelle del Sud 2017” tenutasi a Camigliatello lo scorso 31 agosto, nella quale il procuratore capo di Catanzaro ha parlato del fallimento dell’integrazione in tutta Europa collegandolo ai vari attentati sanguinari degli ultimi tempi, rimarcando altresì che sono avvenuti ad opera di figli o di nipoti di immigrati non europei.

Ancor più interessante ed emblematica la risposta del dr.Gratteri alla precisa domanda del giornalista che chiedeva se il “modello Riace” rappresenti la via giusta all’integrazione.
L’affermazione di Gratteri è stata tanto laconica quanto esplicita:
 “Mi avvalgo della facoltà di non rispondere!”.

Il fatto che ad esprimersi in questi termini sia stato un magistrato che da anni lotta contro il fenomeno mafioso non puo’ che riscontrare la nostra approvazione poiché sono cose che affermiamo da tempo, sia quando parliamo di una integrazione tra europei e popoli extraeuropei che nella pratica è impossibile e sia tutte le volte che abbiamo aspramente criticato il “modello Riace”, il sindaco Lucano  ed atri personaggi come il delegato all’accoglienza calabrese, Manoccio, e Corbelli, “leader dei diritti civili”.

Noi di Azione Identitaria, a questo proposito, in merito proprio alle dichiarazioni del dr. Gratteri saremmo curiosi di conoscere l’opinione dei politici e dei partiti e di quella sinistra radical chic che quotidianamente lodano il fenomeno Riace ergendosi a paladini della legalità e dell’umanitarismo (ipocrita), e ci riferiamo in primis al governatore della Calabria, Mario Oliverio, visto che, se a fare certe considerazioni siamo noi, ci tacciano di razzismo.
Che posizione assumeranno i “paladini della giustizia a slogan” ora che un magistrato seriamente impegnato alla lotta contro la mafia si è espresso in netta antitesi rispetto alle loro visioni?
Gradiremmo veramente ricevere una risposta.

AZIONE IDENTITARIA CALABRIA
Ufficio stampa

azioneidentitariacalabria@gmail.com

lunedì 4 settembre 2017

Vibo Valentia, immigrazione - Al Comune soldi distratti per l'assestamento di bilancio. Colombo (Azione Identitaria): "Chiedo al Prefetto invio commissione di accesso agli atti!"

Ormai è abbastanza chiaro a tutta l’opinione pubblica che il fenomeno immigrazione sia diventato un business a tutti gli effetti ed il ruolo che ricoprono i Comuni in Italia deve essere quello della disponibilità ad accogliere il più possibile e creare una rete di progetti, come gli Sprar, per garantire da un lato l’accoglienza e dall’altro  ricevere finanziamenti che altrimenti non potrebbero esserci  ed in un Comune in dissesto tutto ciò può rappresentare una  vera e propria boccata d’ossigeno.

Questo è il ricatto che l’Ue, attraverso il governo centrale, sta mettendo in atto da qualche anno e quanto è avvenuto recentemente nel comune di Vibo Valentia ha veramente del grottesco. 

Si scopre, infatti, che non solo nel Bilancio comunale esiste una voce chiamata “Bonus gratitudine”, trasferimenti per sbarchi non finalizzati, ma si viene a sapere, grazie alla denuncia di un presidente di commissione,  dell’esistenza di  finanziamenti che ammontano ad oltre 130 mila euro  e che sono stati distratti per pagare dirigenti comunali già lautamente pagati e tutto questo sulle spalle di una comunità come quella vibonese che negli ultimi anni sta pagando a caro prezzo sia l’accoglienza indiscriminata  e sia altri problemi, primo fra tutto l’emergenza rifiuti. 

Le risposte per cui amministrazioni comunali non si oppongono al business accoglienza sta proprio in queste aberranti situazioni, dove, pur di ricevere finanziamenti che vanno a rimpinguare le tasche di politici e dirigenti, si fa soffrire ai propri cittadini la gravosa situazione di una città che vive difficoltà quotidiane nel silenzio più totale e dove purtroppo la disoccupazione continua a crescere. 

Quanto è venuto fuori a Vibo Valentia non può lasciare indifferenti organi istituzionali competenti come la magistratura e la Prefettura stessa, chiedo pertanto all’Illustrissimo Prefetto dott. Longo  se esistono a questo punto i presupposti per inviare nel comune vibonese una commissione d’accesso agli atti, al fine di verificare la corretta gestione amministrativa presso il Comune di Vibo Valentia, in cui, negli ultimi anni, stanno giungendo cospicui finanziamenti relativi proprio all’accoglienza immigrati, restando comunque una situazione di emergenza, e dove somme importanti di denaro vengono distratte. 

In tutta questa grottesca situazione stupisce il comportamento negligente del Consiglio comunale con il sindaco in testa, il quale lo scorso 3 agosto ha approvato l’assestamento di Bilancio non accorgendosi  di questa distrazione di somme cospicue a favore dei dirigenti, soldi buttati e sprecati che farebbero di sicuro comodo alle politiche sociali in città a favore delle famiglie vibonesi e per tutta una serie di emergenze come la messa in sicurezza di un territorio già duramente colpito in passato dalle calamità naturali e dal problema rifiuti che investe Vibo Valentia da diversi anni.

Igor Colombo
Coordinatore regionale

AZIONE IDENTITARIA CALABRIA

mercoledì 30 agosto 2017

Crotone, blitz di Azione Identitaria in consiglio comunale: "NO HOTSPOT"

Blitz dei militanti di Azione Identitaria durante lo svolgimento del consiglio comunale di Crotone del 30 agosto in cui, tra i punti all’ordine del giorno, vi era la discussione sugli “hotspot”.

Gli esponenti del movimento hanno srotolato uno striscione con su scritto: “NO HOTSPOT” ed ha subito preso la parola  Paola Turtoro, portavoce del movimento in Calabria, la quale ha dichiarato:




“A Crotone non abbiamo bisogno di aggiungere degrado al degrado ma abbiamo bisogno di lavoro e di sviluppo che non puo’ arrivare di certo dalle solite scellerate scelte che ci vengono imposte dall’alto.
Di Crotone ci si ricorda solo per sviluppare progetti che non contribuiscono al suo sviluppo e la realizzazione di un hotspot per la identificazione dei migranti non è altro che l’ennesimo colpo mortale inferto ad una città depredata oramai di tutti i servizi essenziali.
Non vogliamo che Crotone diventi una seconda Lampedusa e che i cittadini debbano sentirsi estranei nella loro città, e rigettiamo fermamente le opinioni di quei buonisti che hanno improntato il loro business su questa nuova forma di schiavismo!”

Il blitz di Crotone è solo un assaggio della nostra avversione nei confronti delle politiche filoimmigrazioniste che continuano ad assorbire importanti risorse sottraendole alle politiche sociali nei vari comuni, ed in Calabria, regione governata dal centrosinistra, questa prassi si consolida sempre piu’ ma noi non ci arrenderemo e continueremo a lottare per far si che il fenomeno dell’immigrazione venga bloccato sostenendo questi popoli nelle loro terre ed offrendogli la possibilità di svilupparsi ed il diritto a non emigrare ed avere una propria terra.

AZIONE IDENTITARIA CALABRIA
Ufficio stampa

azioneidentitariacalabria@gmail.com

Lamezia Terme, discussione Psc, Colombo (Azione Identitaria): "Giunta monca certifica fallimento di quest'amministrazione, il sindaco Mascaro prenda atto e si dimetta"

Non c’e’ più ragione logica per cui questa Giunta Comunale debba continuare a governare la città e questo si evince da quanto successo ieri per la discussione del Piano Strutturale Comunale, passato con l’emblematica astensione di un assessore e la grave assenza di un altro e del vice-sindaco, per non parlare della mancanza di un assessore all’urbanistica dal momento che, la Scavelli, ha da più di un mese rassegnato le dimissioni.

Un Psc, questo, nato male con tutte le falle dell’originario progettato dal prof. Crocioni e che sta finendo peggio e che passerà al vaglio del Consiglio comunale senza mai essere stato discusso seriamente dalla stessa amministrazione e di cui la metà, è lapalissiano, è contraria alla sua approvazione, come dimostra l’assenza di alcuni suoi componenti ieri.

Lamezia Terme, che sta vivendo, credo, il periodo più duro da cinquant’anni a questa parte, non può permettersi di ritrovarsi con un’importante strumento urbanistico come il Psc ,che disegnerà il suo territorio per il prossimo ventennio  e che darà indirizzi importanti rispetto al futuro economico, votato da una Giunta monca e che non sa neppure di cosa effettivamente si tratti, il solo a crederci davvero in tutto questo burrascoso e confusionario iter sembra solo il sindaco che si ritrova sempre più solo alla guida della città.

 Il Psc, da sempre osteggiato da noi fin dai tempi della Giunta Speranza, rappresenta la Caporetto per l’amministrazione Mascaro, ma la cosa più grave è che, dopo tale disfatta, non si intravveda alcuna Vittorio Veneto e sulle sfonde del Piave mancano valorosi soldati per arginare clamorose sconfitte.

Appare chiaro a tutti che la città manca di un’amministrazione e di un governo cittadino vero e proprio, i balletti che da mesi ci stanno propinando con dimissioni continue di esponenti di Giunta testimoniano che il malato versa in condizioni critiche e che il medico non è in grado di prescrivere alcun farmaco.

A questo punto la soluzione più logica è quella che si ponga fine a questa disastrosa esperienza amministrativa targata Mascaro, dove l’incapacità nell’affrontare i vari problemi che affliggono Lamezia è apparsa subito evidente cosi come altrettanto chiara è saltata agli occhi dei più attenti un sindaco che via via è risultato sempre più avulso rispetto alle dinamiche politiche della sua maggioranza, come un vero e proprio pesce fuor d’acqua e imbelle nelle decisioni che più avrebbero potuto contare.

Quest’esperienza amministrativa deve terminare prima della decisione della Commissione d’Accesso e dello Stato, il giudizio politico è scontato su questi due anni ed è totalmente fallimentare ed onde evitare di rimediare altre magre figure per una Lamezia Terme che alla vigilia del suo cinquantesimo compleanno è in grande difficoltà, il Sindaco Mascaro si dimetta come ultimo atto nei confronti di una città che dice di amare.

Igor Colombo
Coordinatore regionale
AZIONE IDENTITARIA CALABRIA